lunedì 27 giugno 2011

Il pastore tedesco

Il pastore tedesco è una razza canina di origine tedesca. Il pastore tedesco viene anche chiamato pastore alsaziano, in quanto, nella Francia e nell'Inghilterra della prima guerra mondiale, ogni nome che ricordasse i popoli nemici veniva cambiato. Questo uso si è in parte mantenuto fino ai giorni nostri per definire per lo più i soggetti di grande taglia e a pelo lungo. Spesso è chiamato impropriamente cane lupo.
La sua dote principale è la versatilità, il suo impiego è infatti diffuso in numerosi campi. Oggi viene raramente utilizzato come conduttore di gregge, mentre è molto diffuso nei servizi di protezione civile come cane da valanga e da ricerca di persone disperse, sia in superficie che nelle macerie; è diffuso come cane da guida per ciechi (anche se in questo campo sta venendo soppiantato da razze come il Golden Retriever ed il Labrador Retriever), è diffusamente impiegato dalle Forze di Polizia di tutto il mondo come cane antidroga e antisommossa ed è considerato un ottimo animale da compagnia. Il Pastore tedesco è anche una razza molto utilizzata nell'ambito cinematografico. In Italia la razza è ben allevata ormai da diversi decenni. La più importante manifestazione cinotecnica al mondo di questa razza è la "Siegerschau" che si svolge annualmente in Germania, alla quale partecipano centinaia di esemplari, tra i più rappresentativi del mondo. Attualmente dagli allevatori tedeschi viene fatta una dura selezione che adotta come criteri la funzionalità e il carattere.

Il selezionatore della razza fu il Capitano di Cavalleria Friedrich Emil Max Von Stephanitz, alla fine del XIX secolo. Il suo scopo era quello di ottenere una razza da lavoro, robusta e ben addestrabile, utilizzando vari ceppi locali di cani da pastore presenti in diverse regioni della Germania. Le due tipologie principali sulle quali si basò Von Stephanitz furono: il pastore del Baden-Württemberg, regione confinante con l'Alsazia, un cane robusto, di taglia medio-grande e di pelo lungo di colore nero-focato, ed il pastore della Turingia, di taglia leggermente inferiore, più scattante ma anche maggiormente aggressivo, con pelo corto di colore grigio, utilizzando anche due ceppi di Lupo, il (Canis lupus) ed il Lupo media taglia presenti in Germania.[1]. Ripetuti incroci e selezioni di queste ed altre varietà portarono entro la fine del XIX secolo alla stabilizzazione della nuova razza, e alla fondazione, nel 1899, del primo club di razza, lo Deutsche Schäferhunde Verein (S.V.). Il primo st
Il pastore tedesco è un cane di taglia medio-grande, leggermente allungato, forte e ben muscoloso. Il carattere è equilibrato, dai nervi saldi e sicuro di sè, di indole normalmente tranquilla con i familiari, non si può però dire lo stesso del suo rapporto con altri animali ed umani estranei. È docile, caratterizzato da buona combattività, tempra e coraggio, caratteristiche che lo rendono facilmente addestrabile a tutti gli impieghi, dalla guardia alla difesa, dalla pastorizia all'accompagnamento.
La testa è cuneiforme e la fronte leggermente convessa quasi senza solco mediano. Ha occhi a mandorla molto scuri. Le orecchie sono erette, a punta e rivolte in avanti, il naso è diritto, con tartufo di colore nero. La mascella e la mandibola sono molto forti. Possiede 42 denti con chiusura a forbice. Ha un collo e un dorso robusto.
Gli arti anteriori sono diritti e paralleli mentre quelli posteriori sono leggermente arretrati. La pianta del piede è dura e di colore scuro. La coda di solito arriva fino all'altezza del garretto e nella parte inferiore ha il pelo più lungo. Il pelo è duro, di lunghezza media, fitto, ben aderente e con abbondante sottopelo; il colore è nero con focature rosso-bruno, brune fino al grigio; il colore può essere anche nero o grigio uniforme con sfumature più scure. Lo Standard FCI nr. 161/01-01-2011 [2] include il pelo lungo ed esclude il colore bianco, sebbene un'unica macchia bianca è ammessa all'altezza dello sterno.
Note: non sono ammessi accoppiamenti fra esemplari di diversa varietà di manto. Anche per quanto concerne le classi di esposizione i giudizi saranno separati. La classe degli esemplari a pelo lungo verrà denominata con la lettera L (Langhaarig)
L'altezza media, per i maschi, è tra i 60 e i 65 cm ed il peso va dai 30 ai 40 kg. In media per le femmine l'altezza è tra 55 e 60 cm con peso tra 22 e 32 kg.
Le patologie più ricorrenti, dovute più ad uno spregiudicato allevamento commerciale che ad una predisposizione morfologica, sono la displasia congenita dell'anca, del gomito e del ginocchio, la piodermite profonda, le fistole perianali.

mercoledì 22 giugno 2011

Il pinguino vagabondo

Nuotando nuotando, un giovane Pinguino Imperatore ha perso la ‘strada’ ed ha finito per arenarsi su una spiaggia in Nuova Zelanda, a oltre 4.000 chilometri da casa, l’Antartide.
L’evento ha dell’incredibile: i Pinguini Imperatore vivono tutta la loro vita in Antartide ed erano 44 anni che non se ne avvistava un esemplare in Nuova Zelanda.
Il piccolo ha appena 10 mesi di vita e probabilmente si e’ messo in acqua diversi mesi fa, in cerca di calamari, ma deve aver perso l’orientamento tra banchi di ghiaccio: magari di tanto in tanto si e’ anche riposato su qualche lastrone, ma nuotando si e’ spinto sempre piu’ verso nord.
A scoprirlo e’ stato una donna locale che passeggiava sulla spiaggia con il cane: il pennuto avanzava con la tipica andatura ondeggiante a Peka-Peka, una spiaggia sulla costa nord-occidentale. “Non ci potevo credere quando l’ho visto”, ha raccontato Christine Wilton, “Ho visto questa ‘cosa’ bianca sulla spiaggia ed ho pensato che avessi le traveggole”. “Probabilmente ha caldo ed e’ assetato: i pinguini di solito mangiano ghiaccio, che si fonde nell’organismo e quello e’ l’unico liquido che ingeriscono. Lui avra’ mangiato sabbia bagnata senza rendersi conto che non si scioglie”, ha spiegato un esperto, Colin Miskelly, del New Zealand Museum.
Sono rimaste una decina di colonie di pinguini in Antartide, con un numero variabile di esemplari (da meno di 200 coppie fino ad oltre 50mila); il pinguino imperatore e’ la specie che vive piu’ a sud dell’emisfero, in grado di riprodursi tra i rigidi ghiacci antartici, dove la temperatura scende a meno di 50 gradi centigradi.
Il pinguino vagabondo sta per adesso benone: e’ sano ma deve rapidamente tornare indietro per sopravvivere. In attesa di decidere il da farsi, le autorita’ hanno consigliato ai locali di tenersi al largo dalla spiaggia e tenere bene al guinzaglio i cani: lo potrebbero mordere...

Il comandante riparte per la battaglia

Martedi 29 marzo, dopo ben tre anni, si sono riaperte le corse dei fan per l'acquisto del nuovo album di Vasco Rossi, "Vivere o niente". Blasco torna in sala d'incisione dove dà vita al suo sedicesimo disco, un'ennesima prova delle sue grandi qualità di cantautore che l'hanno reso uno degli artisti più amati, ma anche più discussi della storia della musica italiana. Contemporaneamente sono arrivate anche le date dei concerti in cui il cantante di Zocca si sta esibendo proprio in questo mese: ha iniziato l'11 giugno all'Heineken Jammin Festival di Venezia, proseguendo con Milano e allo stadio Olimpico di Roma. Il tour riprenderà poi a fine agosto con Torino, Udine, Bologna e Avellin. Inutile dire che il sold out dei biglietti è stato quassi immediato e sconvolgente è stata l'invasione dei fan nella rivendite autorizzate e siti on line.
Ancora una volta, rappresentanti di varie generazioni saranno uniti dalla voce di Vasco, genitori e figli canteranno insieme le note di queste 12 nuove canzoni, e non solo. In "Vivere o niente", prodotto dalla EMI ed anticipato dal singolo "Eh già...", l'artista combina perfettamente testo, chitarra e basso. La sua consueta alchimia tra parole e musica. La vita e l'amore sono i temi cardine del disco,esposti in maniera chiara e diretta per stimolare una riflessione sulla quotidianità, sulla libertà e gli sbagli. Ed è proprio questa riflessione che ci accompagnerà mentre seguiremo il suo tour 2011!